Calanna · Reggio Calabria
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Storia e archeologia di Calanna

Dalla necropoli di Contrada Ronzo al castello medievale: scopri le testimonianze archeologiche, i luoghi di culto e i racconti tramandati nel territorio di Calanna.

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Paesaggio archeologico di Calanna e resti della fortificazione sulla collina
Paesaggio e resti archeologici di Calanna.

La storia di Calanna si legge nelle tracce archeologiche, nei resti delle fortificazioni, nei luoghi di culto medievali e nella memoria tramandata dalla comunità. Dalla necropoli protostorica di Contrada Ronzo al castello che domina il paese, il territorio conserva testimonianze di epoche diverse.

La necropoli protostorica di Contrada Ronzo

Le più antiche testimonianze archeologiche finora note nel territorio risalgono alla protostoria e alla prima età del Ferro. Nel 1953, durante i lavori per l’apertura della strada in Contrada Ronzo, venne scoperta una necropoli con tombe a grotticella artificiale, dalla caratteristica forma “a forno”, scavate nel calcare conchiglifero lungo le pareti di un canalone.

Le indagini portarono alla luce numerose sepolture, talvolta sovrapposte, con più individui deposti spesso in posizione rannicchiata. Ceramiche, fibule e altri manufatti metallici componevano i corredi funerari. Gran parte dei reperti provenienti da Ronzo è oggi custodita ed esposta nel Museo Archeologico Comunale di Calanna, inaugurato nel 2017 e situato a breve distanza dall’area.

Le testimonianze bizantine di Contrada Marchese

Le tracce del passato proseguono in età tardoantica e bizantina. In Contrada Marchese sono state individuate testimonianze funerarie e due reperti di particolare interesse: un enkolpion bronzeo, una croce pettorale decorata con la Madonna e il Bambino, e una piccola scultura di San Giorgio in steatite, lavorata a bassorilievo. Entrambi sono esposti nel museo comunale.

Abbazia e monastero: i luoghi della storia medievale

Le fonti medievali ricordano l’Abbazia di San Martino, nella contrada omonima tra Calanna e San Roberto; la sua localizzazione è stata proposta sulla base delle testimonianze dell’area, ma non sono oggi chiaramente identificabili strutture dell’antico complesso. In Contrada Sant’Epifania, il Monastero di Santa Febronia ha lasciato resti murari attribuiti al complesso, tra cui una porzione absidale. Le fonti lo documentano ancora attivo nel XV secolo.

Il Castello di Calanna e la fortificazione di Villamesa

Sulla collina che domina il centro storico sorgono i resti della fortificazione medievale di Calanna: tratti della cinta muraria, torri quadrangolari, cisterne e ambienti interni. Le prime fasi della fortificazione sono state collocate intorno all’XI secolo in alcune ricostruzioni, una datazione da considerare con cautela; la prima attestazione documentaria nota del castrum Calanne risale al 1239, mentre documenti del 1276 ne descrivono meglio l’organizzazione e il ruolo strategico per la Vallata del Gallico e lo Stretto di Messina.

A Villamesa, in località Imperio Superiore-Torrione, sono state segnalate tracce murarie interpretate come possibile fortificazione più antica rispetto al castello del centro. L’attribuzione a una fase tardo-romana o bizantina è un’ipotesi basata sugli studi disponibili; nella tradizione locale il luogo è noto come “Castello Vecchio” o “Castello della Regina”.

Calanna tra baronia e trasformazioni amministrative

Nel Medioevo e nell’età moderna Calanna fu capoluogo di Baronia e passò sotto diverse famiglie feudali, tra cui Sanseverino, Ruffo di Sinopoli, Carafa, De Francesco e Ruffo di Scilla. La baronia terminò con l’abolizione della feudalità nel 1806. Nel 1799 il territorio compare nell’ordinamento del generale Championnet con il nome di Calandra; nel 1807 divenne Luogo nel Governo di Catona e, con la riorganizzazione del 1811, Comune autonomo e capoluogo di Circondario.

Tra storia e leggenda: i racconti tramandati

Accanto alle testimonianze documentate, la memoria orale conserva racconti sui collegamenti sotterranei tra la fortificazione normanna di Calanna e quella di Imperio Superiore. Si narra anche che a Villamesa vivesse “la Principessa” e che sulla sommità del castello di Calanna fosse presente un’antica sorgente. Sono tradizioni locali: non è possibile confermarne l’attendibilità storica, ma fanno parte dell’immaginario legato al paesaggio e alle fortificazioni del territorio.

A Calanna sono inoltre visibili rifugi civili di inizio Novecento scavati nell’arenaria. Non è possibile organizzare visite al loro interno per ragioni di sicurezza.

Fonti e approfondimenti

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